Perché oggi un’estetista professionista per evolvere deve riconoscere la propria identità

Il settore dell'estetica sta cambiando pelle. Non vince più chi ha il macchinario più nuovo o la tecnica più precisa, ma chi ha costruito un'identità professionale forte, un'unicità riconoscibile, un'eccellenza che si vede prima ancora di essere raccontata. In questo articolo racconto cosa vedo ogni anno nel primo giorno di scuola delle future estetiste, e perché la vera selezione del mercato oggi si gioca sulla mentalità, non sull'età o sull'esperienza.

Future estetiste al primo anno di formazione insieme al docente Vito Torgani, all’inizio del percorso per costruire la propria identità professionale

Dall'era del fare all'era dell'Essere

Ogni era ha le proprie sfide evolutive.

Nell’era del fare vincevano le competenze e gli strumenti: chi aveva il macchinario più nuovo, la tecnica più aggiornata o più precisa, vinceva. Nell’era dell’Essere vincono le persone, l’identità, l’unicità, l’eccellenza personale al servizio degli altri.

Non basta più fare bene un trattamento, bisogna essere qualcuno per chi te lo chiede. Il modello della competizione lascia il posto al modello contributivo, l’individualità lascia il posto alla comunità.

Il primo giorno di scuola: cosa vedo nelle future estetiste

Il 22 settembre c’è stata la partenza del primo anno del Biennio per la qualifica da estetista. All’inizio di ogni anno scolastico, in particolar modo il primo anno, per me è sempre un momento di grande entusiasmo e di riflessione.

Vedo e percepisco che le future estetiste professioniste hanno più aspettative che obiettivi, e percepisco anche il loro timore per l’ignoto perché è il loro primo approccio al settore. Non sanno ancora nulla e soprattutto non hanno idea, oppure se ce l’hanno è sfalsata, di quello che sarà il loro ruolo.

Da studentessa a professionista: disciplina, presenza e responsabilità

Il primo giorno di lezione lo imposto sempre per settare le aspettative, iniziare a definire ciò che vorranno diventare e per far comprendere il ruolo della disciplina, della presenza e della responsabilità.

È importante che capiscano fin da subito che non devono pensare, decidere ed agire come studentesse che devono superare un esame, ma come professioniste che devono impattare positivamente nella vita delle persone. Concretamente significa arrivare puntuali non per regola ma per rispetto di chi ti aspetta, chiedere il permesso di sbagliare invece di nasconderlo, e trattare ogni esercitazione come se ci fosse già una cliente vera dall’altra parte.

Io sono fiero ed onorato di essere una parte del loro percorso come tutor e come docente di comunicazione empatica e marketing, perché per me, oggi più che mai, il percorso scolastico deve essere improntato nel dare le competenze professionali, le competenze scientifiche, e soprattutto deve prepararle a ciò che sarà questo mercato, che si basa ancora al 90% su modelli non più al passo con i tempi.

Questo è il cuore di quello che intendo per evolvere: riconoscere la propria identità, l’unicità che nessun corso può insegnare, e costruirci sopra un’eccellenza che si vede nei fatti prima che nelle parole.

La selezione naturale del settore e chi riuscirà a evolvere

Il settore è in fase di selezione naturale, e chi riuscirà ad evolvere non sarà solo chi è competente tecnicamente, fattore ovviamente molto importante, ma chi sarà resiliente, coraggiosa, presente, responsabile, chi avrà come missione quella di impattare positivamente nella vita delle persone.

Chi ha compreso questo è già un po’ dall’altra parte. Chi resta fermo a pensare che basti fare bene o far di più, senza chiedersi chi sta diventando, rischia di restare indietro anche con la tecnologia più nuova sul mercato o con migliaia di follower sui social. È la stessa selezione che ho raccontato parlando di come il mercato sta già scegliendo chi ha una posizione chiara e chi si limita ad adattarsi: vale per il centro come vale per la persona che lo guida.H2 – Non è questione di età, è questione di identità

Non è una questione di età o di esperienza. È una scelta di mentalità, e vale tanto per una ragazza al primo giorno di scuola quanto per chi di attività alle spalle ne ha vent’anni.

Evolvere è una scelta

In natura non esiste una via di mezzo: o ti evolvi o sparisci. Le specie che non si sono adattate non sono rimaste ferme, sono scomparse. Vale anche per il nostro settore.

Chi pensa di poter restare fermo, di ripetere lo stesso modello che ha sempre funzionato, non sta scegliendo la stabilità: sta scegliendo di sparire lentamente, senza accorgersene. Non è la tecnologia più nuova o il trattamento più innovativo a determinare chi resterà sul mercato tra dieci anni, ma chi avrà scelto di evolvere davvero: nell’identità, nella mentalità, nel modo di stare accanto alle persone.

Evolvere non è un’opzione per chi vuole di più. È l’unica legge che decide chi resta e chi scompare.

Al prossimo articolo!

Vito Torgani
L’Eccellenza è uno stato dell’Essere.

Vito Torgani
Vito Torgani

Sono un ricercatore e formatore nel settore dell'estetica professionale, fondatore di Estetista Eccellente e co-fondatore della scuola di Estetica Lykeions. Attraverso il metodo Destinazione Eccellenza 07™ guido le estetiste professioniste a riscoprire la propria identità per essere libere dalle pressioni e dai condizionamenti del mercato e contribuire all'Evoluzione dell'Estetica Professionale.

Articoli: 97

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *